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Le scuole ed i corsi per diventare personal trainer

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Di corsi che specializzano nel personal training c’è ne sono tanti! Anzi troppi! Fortunatamente solo alcuni sono validi, mentre altri sono una perdita di tempo e basta!

Con questo post, oltre ribadire quelli che, sempre secondo me, sono dei requisiti indispensabili affinché ci si possa definire e esercitare come personal trainer, cercherò di dare dei consigli di massima su come scegliere un corso valido.

Se hai già letto il mio post professione personal trainer, avrai già chiaro che il punto di partenza per questa professione è l’ISEF o la laurea in scienze motorie. Da tempo esiste la diatriba tra chi è ISEF/Scienze Motorie e chi non ha frequentato l’università. Discussione inutile e fuorviante secondo me! Un personal trainer per operare a 360° nel mondo del fitness/wellness NON può non avere l’unico titolo universitario che tratta di sport, movimento, educazione motoria e prevenzione di varie patologie strettamente legate allo stile di vita!

Chiarito questo punto di base, va comunque scelto un percorso di studi serio per specializzarsi nel personal training. Come da introduzione è chiaro che non tutti i corsi sono uguali. Per ovvi motivi non citerò nessuna scuola o corso in particolare, ma sono sicuro che alla fine del post saprai riconoscere una valido percorso formativo.

Il primo aspetto che va preso in considerazione è la storia della scuola di formazione che offre questi corsi:

  • Chi c’è dietro questa scuola?
    Ci sono enti di formazione che hanno a cuore la “cultura” dei loro associati e enti che invece pensano solamente al business. Alcune scuole hanno una storia di decenni, altre nascono nel giro di pochi mesi. Alcune hanno tra i fondatori alcuni padri storici del fitness altri personaggi che sfruttano solamente il “diplomificio” facile.
  • Da chi è riconosciuta?
    Il riconoscimento di una scuola di formazione è forse l’arma più usata per attirare discenti. Il problema è che scrivere e pubblicizzarsi che si è riconosciuti dal CONI significa tutto e niente. A parte il fatto che se voglio fare seriamente questo mestiere mi rivolgo direttamente al CONI e non ad un ente riconosciuto. Ma è giusto sapere che il riconoscimento non avviene necessariamente per meriti didattici, tutt’altro!
  • Dove è riconosciuta?
    E’ conosciuta solo a livello locale? E’ conosciuta in tutta Italia? O ha un riconoscimento internazionale? Credo sia facile intuire cosa sia meglio.

Un altro aspetto fondamentale è la qualità del corso ed il suo reale valore didattico. Un corso per personal trainer serio, per la quantità di nozioni, deve necessariamente avere un certo profilo. Vediamolo nei dettagli:

  • Numero di argomenti proposti
    Un corso che si rispetti deve toccare argomenti di fisiologia e anatomia umana, di natura prettamente tecnica come l’allenamento e di comunicazione e relazione.
  • Durata del corso
    Ho letto di corsi che durano un solo fine settimana! Si hai letto bene! Magari oggi fai l’impiegato e se hai una passione per lo sport, domani ti metti a fare il personal trainer perché hai frequentato un corso di due giorni. Volendo, la stessa scuola di formazione, ti vende il corso online, così non dovrai neanche scomodarti di andare a seguire le poche ore di lezioni previste! Questa purtroppo è una realtà. Un corso serio invece prevede almeno dagli 8 ai 14 incontri spalmati per un periodo non inferiore ai 6 mesi. In questo modo si ha il tempo di studiare con calma relativa tutti gli approfondimenti del caso suscitati durante le ore di lezione.
  • Esame di certificazione
    Si va da chi è peggio dell’università, nel senso che hanno ritirato l’esame a chi si è fatto beccare che sbirciava sui libri per rispondere alle domande (giuro ero presente ad un sessione d’esame), a chi l’esame non lo propone e consegna direttamente la “certificazione di personal trainer” alla fine del corso. Da chi propone un semplice questionario con risposta multipla a chi vuole che il candidato discuta una mini tesi su un argomento scelto. Visto che stiamo comunque parlando di salute, credo che l’esame non solo debba essere obbligatorio, ma anche molto selettivo!
  • Aggiornamento continuo
    Come si può pensare che una volta acquisita la tanto agognata certificazione si possa smettere per sempre di studiare e aggiornarsi? Invece è proprio così, sono poche le scuole di formazione che hanno istituito un percorso di aggiornamento reale e valido dopo la certificazione. Alcune cancellano dai propri albi i nominativi di chi non si aggiorna. Questa è serietà nei confronti di tutti, addetti ai lavori e utenza finale.

Spero che questo post sia utile al futuro personal trainer per scegliere bene la scuola di formazione a cui affidarsi, così come spero che il “cliente” del personal trainer si faccia un idea del percorso di studi affrontato dal suo allenatore.

Pubblico con piacere l’intervista al Presidente della FIPCF, Antonio Urso, in occasione del Forum Club di Bologna: Leggi qui l’intervista


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23 commenti:

  1. Sono direttore di una scuola di formazione per personal trainer con sede a Milano affiliata ad un ente di promozione sportiva riconosciuto dal CONI. Condivido parte delle sue considerazioni in merito ad alcune scuole che operano indisturbate al limite della decenza, ma dissento su alcuni punti da lei esposti:

    1 Ritengo che debbano essere fatte delle precisazioni: Nessuna scuola è riconosciuta direttamente dal CONI, ma bensì dagli enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI.

    La legge del 1-10-2002 In particolare l'Art. 8 che tratta la tutela della salute dei praticanti sancisce che “Sono considerati istruttori specifici di disciplina quelli in possesso di apposita corrispondente abilitazione, (…) rilasciata dagli enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI. (nel nostro caso lo CSEN)
    L’istruttore specifico di disciplina è responsabile della corretta applicazione dei programmi e delle attività svolte nella struttura sportiva.”

    Pertanto l'affiliazione ad un ente di promozione sportiva è tutt'altro che inutile.

    2 Penso che il fondatore eminente o il decennio di attività non siano garanzia di qualità. Il valore di un corso deve essere valutato piuttosto attraverso l'analisi del programma didattico, il monte ore ed il corpo docente. Inoltre, le realtà più giovani sono spesso sinonimo di innovazione ed aggiornamento.

    3 Ad oggi non esiste nessuna regolamentazione internazionale, ma soltanto alcune federazioni create appositamente allo scopo dalle scuole al fine di guadagnare prestigio. Diverso è il caso della scuola a cui penso si riferisca,se non sbaglio si tratta di un dislocamento di una valida scuola statunitense. Trovo comunque improbabile che un diploma rilasciato in Italia venga accettato in un altro paese dove esistono normative differenti.

    Spero che il mio contributo possa aiutare a fare chiarezza.

    Massimiliano Teti

    Scuola Nazionale Personal Trainer

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  2. Salve Massimiliano e grazie per il suo intervento.
    Prima di rispondere sui punti da Lei elencati, ho bisogno di fare una premessa. Il post in oggetto è stato scritto a fronte delle numerose email che ricevo, un po' da tutta Italia, da ragazzi/e che vogliono consigli su quale scuola frequentare per diventare personal trainer. Non so se segue il mio blog, o questo è il primo post che legge del sottoscritto, ma la mia politica è sempre stata essere quanto più neutrale possibile su aziende di integratori, aziende produttrici di attrezzi e come ha potuto constatare sulle scuole di formazione. La neutralità che mi sforzo di perseguire è chiaramente basata sulla omissione di citazione dei marchi/brand che possono essere in oggetto. Questo però non mi impedisce di dire quello che penso anche se poi a qualcuno può dar fastidio. Lei ha menzionato la sua scuola di formazione e per par condicio, dove necessario, citerò altre scuole.

    1) La prima cosa che sento di chiarire è che Lei scrive: "Nessuna scuola è riconosciuta direttamente dal CONI, ma bensì dagli enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI." Evidentemente ha dimenticato tutte le federazioni ufficiali del CONI, che tramite i propri organi didattici fanno formazione in tutte le sedi regionali. Cito quella più consona per il lavoro del personal trainer, vale a dire la FIPCF (Pesistica e cultura fisica) che è una delle prime federazioni del CONI. La stessa da quest'anno ha anche stretto un accordo in ambito internazionale con la NSCA America portando in Italia il prestigioso corso per diventare CSCS (SPECIALISTA NELL'ALLENAMENTO E NEL CONDIZIONAMENTO DELLA FORZA), corso riconosciuto in tutto il mondo. Concludendo il punto 1, devo inoltre chiarire che gli stessi enti riconosciuti direttamente dal CONI come CSEN e ASI fanno formazione organizzando corsi su varie discipline. Se permette questo è un passaggio più diretto rispetto ad una scuola XXX che si fa riconoscere dall'ente che a sua volta viene riconosciuto dal CONI.

    2) Sul punto due sono d'accordo con Lei sul fatto che non è l'età della scuola che ne decreta la qualità. Ma credo che Lei convenga con me che negli ultimi anni sono nati dei "diplomifici" che creano corsi della durata di un solo fine settimana, rilasciando poi tanto di certificazione e maglietta con la scritta personal trainer. Conosco tante scuole di formazione e le posso assicurare che quelle più serie, chiaramente fino ad oggi, non sono nate entro i due/tre anni scorsi. Se una scuola resta sul mercato per tanti anni è anche perché ha la fiducia dei suoi discenti e quindi in ultima analisi del mercato. Ben vengano nuove scuole che possano essere competitive e quindi portare benefici a tutto il sistema.

    3) Anche su questo punto non mi trova d'accordo e mi creda non per partito preso. Lei si riferisce alla ISSA e le posso assicurare che è riconosciuta non solo in America ma anche in Australia dove ho avuto la possibilità di fare una breve parentesi lavorativa proprio grazie a questa certificazione presa in Italia.

    Concludo il mio intervento ricordando che prima ancora di scegliere una scuola di formazione è bene che il potenziale personal trainer che voglia fare questo lavoro seriamente, si rimbocchi le maniche e frequenti la facoltà di scienze motorie. Il personal trainer lavora con la salute del suo cliente e anche se non c'è nessuna legge dello stato italiano che lo obbliga (che schifezza), c'è forse una legge ancora più importante che è quella del mercato. Le persone che vogliono affidarsi ad un personal trainer stanno prettamente chiedendo questo tipo di figura laureata e certificata. Sta finendo la guerra delle tariffe basse che i sedicenti personal trainer, magari "certificati" in un week end, possono applicare perché gli è costato davvero poco, in termini di tempo, soldi e studio, autoproclamandosi personal trainer!

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  3. Gentile Dott. Martone,

    Premetto che ho un'alta opinione di ISSA, è indubbiamente una istituzione del settore. L'unico difetto che ho riscontrato nel percorso formativo è l'assenza di lezioni pratiche in sala attrezzi. Gli esercizi vengono analizzati in modo esaustivo, ma soltanto attraverso slides e testi. In sostanza il personal trainer diplomato ISSA potrebbe non aver mai provato fisicamente ad eseguire gli esercizi fondamentali e trovarsi a doverli dimostrare ai clienti.. detto questo, ripeto che ISSA è una scuola tra le più serie.


    Per quanto riguarda il punto 1 mi spiego meglio, se lei prova a contattare il CONI chiedendo espressamente se esiste una certificazione di personal trainer riconosciuta dal CONI riceverà una risposta negativa. Il CONI non certifica direttamente, ma abilita le federazioni e gli enti di promozione sportiva a rilasciare tali titoli. Come lei afferma, esistono diverse scuole di formazione che appogiandosi ad alcuni enti rilasciano diplomi con estrema facilità, dopo un percorso formativo al limite dell'assurdo. Ho sentito la necessità di intervenire perchè ritengo che la scuola che dirigo (affiliata ad un ente di promozione sportiva) possa essere presa come esempio di serieta e professionalità.
    Il messaggio che vorrei passasse è che la differenza tra le scuole di formazione non è dettata dall'ente o dalla federazione di appartenenza, ma dalla serietà e dalla competenza delle persone di cui è costituita.

    Massimiliano Teti

    Scuola Nazionale Personal Trainer

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  4. Gentile Massimiliano, capisco pienamente la difesa che mette in atto per la sua scuola. Nel post originale non cito nessuna scuola proprio per questo motivo. Posso essere d'accordo con Lei per quanto riguarda il fatto che la serietà di una scuola di formazione dipende anche da chi viene rappresentata (docenti, direzione, vastità dei programmi), ma quello che voleva venir fuori dalla pubblicazione di questo post specifico è che mi sembra davvero troppo facile, oggi, titolarsi personal trainer e lavorare in questo settore abbastanza delicato.
    Vede, faccio questo lavoro da più di 10 anni, forse quando ho iniziato eravamo davvero in pochi a credere in questa "nuova" professione, e le posso assicurare che non è un lavoro facile. Ogni persona è un universo a se! Il 90% ha tanti piccoli problemi che neanche sanno di avere. Anche se all'università non ho studiato materie strettamente collegate al personal training, posso assicurarle che gli studi approfonditi di biomeccanica, anatomia e fisiologia sono davvero insostituibili e non possono essere affrontati così specificamente in nessun corso di formazione. La verità è che non si finisce mai di studiare ed ogni giorno si impara sempre qualcosa. Vedo tanti "colleghi" fare più male che bene al povero cliente di turno e nove volte su dieci sono trainer che nella vita fanno un altro lavoro per poi dedicare qualche ora ad allenare le persone. Prendono un "certificazione" in un mese scarso, fanno un esame finto e giocano con la salute delle persone. Per non parlare poi del danno che arrecano a tutto il settore quando, per "accalappiarsi" un cliente, si svendono sotto mercato. Chiaramente lo possono fare perché non è il loro principale lavoro, pur di lavorare si svendono facendo una continua azione di competizione sul prezzo che crea non pochi problemi a chi questo lavoro lo fa per professione.
    Lei veramente crede che frequentare un corso rende competente a 360° un personal trainer? Io credo che la base di partenza debba essere necessariamente la laurea in scienze motorie per poi seguire negli anni tante piccole specializzazioni. La mia è sempre una sorta di "provocazione", ma non ce l'ho con le scuole di formazione, anzi queste seguono un mercato che è in forte crescita. Quello che non mi va giù è la non presenza di una legge quadro che tuteli l'utente finale e chiaramente i veri professionisti del movimento umano!

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  5. Da quanto leggo le nostre considerazioni convergono perfettamente nel sentimento di indignazione verso i numerosi ciarlatani che operano nel settore e alcuni enti o scuole di formazione che approfittano della poca regolamentazione del settore.

    Le assicuro che sono a conoscenza delle difficoltà della professione, dell'unicità delle persone e delle regole del mercato che penalizzano i veri professionisti..

    Mi creda, il messaggio che trasmettiamo ai nostri allievi è proprio incentrato sulla professionalità e il senso di responsabilità con cui deve operare un personal trainer professionista. Cioè restando entro i limiti della professione e prestando la massima attenzione alle implicazioni che il proprio operato può avere sulla salute delle persone.

    Concordo con lei che un percorso di laurea in scienze motorie, biologia, fisioterapia ecc. precedente ad un corso di formazione specifica come il nostro è indubbiamente di grande utilità. La vera sfida per chi come noi forma classi di persone con diversi background e diversi titoli di studio (tra i nostri allievi vi sono anche diversi laureati in scienze motorie) sta nel fornire una preparazione adeguata ad iniziare la professione di personal trainer in tutta sicurezza. Poi sarà l'esperienza sul campo, le capacità personali ed il continuo aggiornamento a fare di un PT un professionista d'eccellenza.

    Come ben sa un titolo di laurea non è sempre sinonimo di competenza. è sicuramente una buona base di partenza, ma immagino che anche lei durante la sua esperienza avrà incontrato dei grandi professionisti che, pur non avendo frequentato l'università, non hanno nulla da invidiare agli altri.

    Comunque perche le mie parole non rimangano soltanto tali, la invito ad assistere al prossimo corso che si terrà ad aprile. Mi farebbe davvero piacere infonderle la speranza che nel settore fitness non cresca soltanto il numero dei ciarlatani, ma anche quello delle persone come me e lei che credono nel lavoro che fanno.

    Non scherzo, mi farebbe davvero piacere.

    MT

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    1. salve, mio marito è un body builder da più di vent'anni, suo padre aveva una palestra di boxe....ma non in italia bensì in marocco, a cinquant'anni aveva un fisico che neanche un ventenne può vantare a meno di non essere un atleta professionista. Mio marito nn riesce a entrare in una palestra senza che il suo fisico venga notato e dopo poco tempo, non può allenarsi perchè viene subissato di richieste di aiuto, consigli, informazioni sulle tecniche di allenamento fisico, uso degli attrezzi e altro....che diploma dovrebbe avere un ragazzo dotato naturalmente di capacità atletiche, fisiche, propedeutiche, performanti, senza avere diplomi, scienze, attestati, etc????? devo scegliere un diploma spechhietto a basso costo o devo inabissarmi in una preparazione pseudo culturale(stile italia) con tanti bei titoloni avvallati da cotante scuolone superdotate????? arianna e hicham

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    2. Beh messa così è messa male! Il fatto che uno è grosso non significa che sia veramente preparato. Quindi molto meglio studiare, anche tanto!

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  6. Ho letto con piacere questo articolo!
    Anche se non son nel settore, posso dire che anche per altri indirizzi i parametri da te indicati son molto importanti.
    D'accordo sul fatto che un titolo universitario e specialistico riguardo al proprio settore sia fondamentale in quanto permette di esaminare scrupolosamente l'aspetto anatomico e fisiologico della macchina umana, permettendo di avere una base solida su cui costruire tutto il resto.
    Anche per il percorso universitario che sto terminando son stati fondamentali i criteri da te enunciati, ossia la storia della scuola e il valore pratico del corso, parametri che ho valutato all'inizio del corso e che si son sempre manifestati in modo talgibile.
    Per l'articolo linkato, mi ha colpito una cosa: "... Si deve capire la necessità di considerare il cliente come persona unica che non ha correlazioni con altri, pur facendo la stessa attività....
    I fattori da valutare sono tanti...cose assolutamente individuali e soggettive...
    La prima cosa che un personal deve quindi fare è una valutazione funzionale del soggetto..."
    Considerare l'unicità della persona che si ha davanti è un aspetto essenziale per qualsiasi settore medico!
    Grazie mille, anche se un pò in ritardo :)

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  7. come si fa ad iscriversi a questi corsi a napoli??

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  8. Mah, dopo 35 dico 35 anni di frequenza e insegnamento nelle palestre, i problemi sono sempre gli stessi! L'esperienza non si insegna ne all'università ne tanto meno nei corsi, si impara in palestra e non c'è nulla da fare o da dire, hai in mano delle persone che si fidano di te, quindi l'unica cosa è trattarle tutte come tratteresti te stesso! spero di essere stato chiaro, su questo argomento non basta un enciclopedia per dire elencare tutte le bufale dette per far soldi sulle persone che ingenuamente credono che basti una laurea o un pezzo di carta con scritto sopra "personal trainer". Umiltà e passione e soprattutto etica!
    saluti sportivi a tutti.
    Paolo

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  9. Giusto per capire dove ci si spinge. Esempio uno che lavora in palestra e ha fatto i fantomatici corsi, nella migliore delle ipotesi di 5 mesi, con rilascio di attestato degli enti riconosciuti dal C.O.N.I. successivamente ha effettuato un corso per apprendere il TRX su tutti i livelli, può insegnarlo o no? Perché se solo chi ha una laurea in scienze motorie può insegnare, allora tutti gli istruttori TRX non laureati non dovrebbero neanche insegnare questo metodo di allenamento.
    Ed è qui il controsenso di tutto: i laureati in scienze motorie fanno formazione per i futuri istruttori e PT pur sapendo che in realtà i propri clienti non dovrebbero insegnare.

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  10. La verità è che lo stato italiano non hai mai fatto luce sull'argomento attività motorie!
    Chi può insegnarle?
    Chi può lavorare come personal trainer?
    Chi può fare l'istruttore dei "fantastici" corsi musicali?
    A tutte queste domande chi ci governa e dovrebbe assicurare i cittadini da spiacevoli inconvenienti non ha mai messo in chiaro quali dovrebbero essere i requisiti minimi.
    Teoricamente tutti possono fare il personal trainer! Basta il corso del fine settimana dell'azienda "xy" che è affiliata ad un ente di promozione sportiva che a sua volta è riconosciuta dal CONI. Nella pratica invece sono convinto che chi sceglie un personal trainer guarderà sempre più il curriculum del trainer. Personalmente, come direttore tecnico e consulente per gli studi di personal trainer e le palestre, se le persone che vogliono lavorare in questo campo non hanno almeno il diploma ISEF o la laurea in scienze motorie, non voglio neanche vederle! Discriminazione? Assolutamente no! A mio parere, chi sceglie di fare questo lavoro, deve necessariamente partire proprio dalla laurea in SM. A questa poi andrà ad aggiungere tutte le specializzazione del caso! Sarà lo stesso mercato che decreterà la fine di tutti questi diplomifici, che mettono a serio rischio i potenziali trainer ed i loro clienti! Credete veramente che in un fine settimana si possa imparare a fare questo lavoro? Follia!
    Auspico che prima o poi ci sia una seria regolamentazione!

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  11. Salve,sono un personal trainer certificato I.S.S.A. .Purtroppo il mio titolo non è seguito ad una laurea in scienze motorie,bensì in giurisprudenza (ma ho ancora tempo!). Conscio del fatto che se avessi conseguito la laurea citata padroneggerei certamente nozioni più approfondite in materia, mi trovo però PURTROPPO costretto a riconoscere di essere ciò nonostante molto più preparato e competente di alcuni laureati in scienze motorie con cui ho avuto modo di rapportarmi e che ho potuto vedere all'opera.Premettendo che non è mia intenzione fare di tutta l'erba un fascio..il messaggio che voglio far passare è che spesso le certificazioni non sono altro che scudi piu o meno spessi, a secondo della loro attendibilita', dietro i quali possono nascondersi lo stesso numero di ciarlatani ed ignoranti. Per assurdo, i soggetti piu qualificati vanno a costituire anzi i soggetti piu pericolosi,se incompetenti, poichè al di la di ogni sospetto e destinatari della completa fiducia di coloro i quali a loro si rivolgono. Oggi purtroppo infatti la scuola non è piu seria come una volta e, dalla giurisprudenza alla medicina, esistono professori svogliati,compiacenti o incompetenti che associati a studenti senza scrupoli,privi di passione ed irresponsabili danno vita ad individui dalla pericolosa professionalita' inesistente ma riconosciuta. La vera arma che il "cliente" ha per difendersi da questi obrobri professionali a piede libero è testare personalmente con mano la preparazione del soggetto cui si rivolge, la quale non è dimostrata da un pezzo di carta ma dalle nozioni e dalla passione che il personal trainer gli dimostra. La metodologia piu immediata e rapida con cui testarla consiste semplicemente nel riabituarsi a formulare la più semplice ed innata delle domande (che crescendo tendiamo sempre meno ad usare spinti da orgoglio e conformismo): "PERCHE'?".
    Ho vagliato personalmente decine di cosiddetti "personal trainer" laureati e non...ed ho assistito ad innumerevoli scene mute, divagazioni, o fuge improvvise. Ho spronato inoltre amici in allenamento ad esporre ai loro "personal trainers" domande della serie "perchè devo correre proprio a 10 km/h e non a 11?", "perchè devo sollevare 30 kg e non 34?" "perchè dimagrirò seguendo questo programma piuttosto che un altro?"...devo confidarvi che le persone che sono fuggite in mia presenza forse sono quelle che hanno fatto piu bella figura!
    Inoltre il domandare, oltre che ad essere uno strumento rilevatore della preparazione del professionista, costituisce anche un piacevole modo per il personal trainer di ripassare, rielaborare e condividere con piacere le informazioni di cui dispone. Poco convincente dovrebbe risultare infatti anche il professionista che rispondesse in modo svogliato o fugace.
    Detto ciò, oro colato e tanto di cappello per i laureati in scienze motorie degni di tal nome e specializzatisi con una scuola seria..per cui però istituirei una denominazione DOP apposita per certificarne rarita' e prestigio!

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  12. Ho notato che questo post ha scosso gli animi di chi si sente chiamato in causa. Quello che scrivo non è legge, peccato, ma riflessioni sul mondo del fitness in generale e del personal training. Capisco il malcontento delle scuole che formano i personal trainer, così come quello di chi frequenta i loro corsi per diventare personal trainer. Vorrei però ribadire che non ho nulla contro le scuole, se sono serie, o contro chi frequenta questi corsi....anzi ben vengano le scuole serie frequentate da sempre più corsisti. Quello che però non mi va è il nascondersi dietro al fatto che in giro ci sono laureati in SM che sono delle capre e che quindi sapendone più di loro siete legittimati a fare questo lavoro meglio e più di loro. Secondo me è la paura che vi anima! La legge è ancora dalla vostra parte, rilassatevi, ma continuare a fare questa guerra non porta a nulla. Il vuoto legislativo consente a chiunque di autoproclamarsi personal trainer, le scuole ci sguazzano e si perdono i riferimenti importanti. Un medico per esercitare deve aver fatto medicina, se poi uno ha la passione per il corpo umano e studia per conto suo i testi di medicina e ne sa più di un medico medio, mica si mette a fare il medico? Certo che no, va in galera! Ora la questione è che il fitness è spesso prevenzione e miglioramento di determinate patologie e credo sia più che giusto sia trattato da chi almeno per 3 o 5 anni ha studiato determinate cose. Poi ci sarà sempre, come per i medici, qualcuno che è più preparato di chi ha una laura, ma su questo elemento non si può continuare a far crescere delle professioni che saranno sempre più importanti per la prevenzione delle malattie.

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  13. Sciogliamoci un pò :),il mio intervento è stato frainteso!..non era volto a difendere nessuna scuola nè facoltà..voleva solo focalizzarsi trasversalmente su una da me auspicata piu consapevole e attenta scelta da parte dei fruitori, in campo di personal training. Sono infatti ben consapevole della mia posizione, e ciò nonostante vorrei anzi che esistesse un albo che permettesse di tutelare al meglio la professione e che sottointendesse una obbligatoria e propedeutica laurea in medicina o in scienze motorie (che mi cruccio di non avere ancora!)..la mia è stata e vuole rimanere una semplice e sconsolata constatazione della realtà poco seria e professionale che ci circonda e che ci deve ricordare di tenere sempre la guardia alta! Ragazzi non si scherza con la salute, Mens sana in corpore sana :) , buon allenamento a tutti!

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  14. Non ho frainteso, ho solo voluto ribadire alcuni concetti! Quello che tu scrivi lo appoggio in pieno, ma non solo il fitness è in questa situazione! Certo l'ignoranza in giro è tanta ed è auspicabile una normativa più seria per tutto il settore! Al momento solo il mercato può decretare il successo o l'involuzione di alcuni personaggi! Resta intenso che un professionista che entra a far parte di un albo deve sempre e comunque aggiornassi, altrimenti è sempre inutile!

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  15. Salve,io non opero nel settore ma sono un appassionato di sport,credo che per curare determinate patologie ci si debba indubbiamente rivolgere a persone qualificate ma a volte ci si rivolge ai PT solo per una questione di allenamento o di rimettersi"IN FORMA".Secondo me ci dovrebbe essere una distinzione specifica come per i fisioterapisti

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  16. Francesco Menconi29 dicembre 2011 12:42

    Salve Dottore,

    Sono Francesco Menconi, ho letto con attenzione la sua discussione in merito, molte cose tra l'altro le condivido, sono un Docente del Csen, e mi scontro spesso con i "venditori di diplomi", ma ho un ma...penso che prima di analizzare questo, uno sguardo vada a Scienze Motorie ed alla preparazione che hanno le persone uscite da questa università, puramente didattica, nessuna capacità non solo sul campo, ma neppure personale a livello fisico, sono nozionisti allo stato puro, molti dei quali, non solo avranno difficoltà oggettive a relazionarsi agli altri, ma le hanno personali, è come se un parrucchiere, fosse tale e laureato, ma non avesse mai tagliato i capelli in vita sua.... Penso che si difficile parlare di questo, nel resto del mondo, le certificazioni sono libere, e le persone, più intelligenti di quel che si pensa, scelgono, cosa ha detto lei stesso ? se una scuola è lì da tanto tempo allora è seria... Beh, io conosco scuole che iniziano per F e finiscono per F che sono li da tanto tempo, hanno giornali, pubblicità, sono sponsorizzate dalla Lauretania, fatturano milioni, e sono semplici ASD, senza nessun riconoscimento che rilasciano diplomi da posturologo in un week end.... come vede, tutto è relativo...

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  17. Salve,io non opero ancora nel settore ma sono un appassionato di sport e non sono laureato in scienze motorie, bensi un modesto ingegnere.Ho conseguito tramite la FIF( Fed. Italiana Fitnness)l'abilitazione per istruttore di Funtional Training. Vorrei insegnare nelle palestre o in società sportive. Mi sono informato in giro (tramite amici giornali ecc) sulla validità dei corsi svolti dai vari enti di promozione sportiva ma nessuno mi ha tolto del tutto i dubbi che avevo.Ho visto su internet corsi di un solo week end per diventare personal trainer svolti dalla FIEFS ( ente riconosciuto dal coni)oppure dalla SNPT che è affiiliato allo CSEN a sua volta riconosciuto dal CONI. Poiche questi corsi durano un solo fine settimana sono chiaramente più economici di quelli proposti dalla FIF (alla quale vorrei appogiarmi per conseguuire altri brevetti). Quindi chiedo: sono sufficienti questi brevi corsi per poi poter insegnare? Grazie

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    Risposte
    1. Buongiorno Alessandro, quanto lei scrive su SNPT non è propriamente corretto.

      Mi perdoni se intervengo, ma è per noi inaccettabile essere scambiati per quelle "scuole" che elargiscono certificazioni di dubbio valore in 24 ore e magari senza obbligo di frequenza.

      Probabilmente il corso di un solo weekend che ha visto lei
      è il Corso Base, propedeutico al Corso Personal Trainer, la cui funzione è soltanto quella di fornire le informazioni di base per poter affrontare meglio il successivo corso.

      Il Corso Personal Trainer SNPT prevede invece 68 ore di formazione al termine delle quali per ottenere il diploma è necessario affrontare un esame teorico pratico tutt'altro che semplice.

      La invito a sincerarsi di quanto scrivo visitando il nostro sito, dove potrà valutare anche la completezza del programma didattico.

      Dr. Massimiliano Teti

      Scuola Nazionale Personal Trainer

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  18. Francesco sono d'accordo con te! Ma credo che sia meglio che i tanti corsi specifici, che comunque ti fanno lavorare anche con la salute delle persone, siano presto riservati a chi ha un curriculum di studio adeguato.

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  19. Alessandro, purtroppo sembra una battaglia persa in partenza. Girano troppi soldi nel diplomificio ed anche il CONI ci guadagna per ogni tesserato che fa un corso del genere. A livello legale, ancora oggi nessuno ti può vietare di fare l'istruttore con questi corsetti da due giorni. A livello di mercato, invece e fortunatamente, sia i clienti delle palestre che i titolare delle stesse iniziano a fare una seria valutazione con chi lavorare.

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  20. Buon giorno, condivido che quando si tratta di salute e benessere un curriculum di studio adeguato sia importante, cienze motorie ovviamente, ma per chi come me quasi a 40 anni scopre che una passione può diventare un lavoro o meglio un hobby e si butta sullo studio cosa può fare? io mi sono buttato sui corsi specialistici dello csen, studiando e studiando e pure quando ho preso i diplomi sto continuando a studiare, ma certo alla mia età, con una attività in propio non posso fare l' università, ma le garantisco che nella mia vita da cliente di palestra ho trovato parecchi istruttori usciti dall' università che non avevano idea di come funzionava una macchina o creare una scheda di lavoro personallizata, ripeto personalizzata! allora a volte un foglio di carta non vale tanto come la passione di una persona, e a volte dei corsi specifici sono più funzionali di anni di studio. Anche nel mio settore anni indietro ho constatato questo fatto, sono stato studente di una scuola di avviamento al lavoro nel settore meccanico, quando cominciai a lavorare incontrai molti periti usciti dalle scuole, morale della favola spesso erano assegnati ai miei insegnamenti... per finire, io sono una persona molto umile e so che c'è sempre da imparare ma sono convinto che le persone debbano essere valutate oltre un foglio di carta che ti attesta qualcosa, per dare spazio e credito anche a persone come me, che scoprono in ritardo una passione e non hanno soldi e tempo per una università ma hanno cervello e una passione da vendere, grazie

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